Como (Modulo 4-2-3-1)
Fase di possesso
La squadra di casa in fase di costruzione cercava ossessivamente di giocare il pallone a terra, ricorrendo al lancio lungo solamente in caso di necessità.
Un esempio in tal senso lo si è potuto vedere sulla costruzione dal fondo, dove i giocatori del Parma, con un pressing molto alto uomo contro uomo impedivano un’impostazione dal basso, lasciando volontariamente piena libertà di manovra unicamente al portiere Sanchez R.(97), il quale era costretto inevitabilmente al lancio in profondità alla ricerca degli attaccanti.
In fase di impostazione si disponevano con un 3+3, con uno tra Da Cunha(7) e Perrone(5), i due mediani, che si abbassava a turno tra i due centrali di difesa Kempf(2) e Ramón(4) per avviare l’azione offensiva, mentre i due esterni bassi Couto Y.(27) e Kaiki(16) si alzavano sulla linea dei centrocampisti per creare superiorità numerica in mezzo al campo, con l’aiuto di Paz N.(10), il quale arretrava di parecchi metri rispetto alla sua posizione iniziale di trequartista, per cucire il gioco e trasmettere velocemente il pallone in avanti.
Fase di non possesso
In fase di non possesso il Como si disponeva con un 4-4-2, con Paz N.(10) che si alzava sulla linea di Kean(90), mentre i due esterni d’attacco Baturina(20) e Diao(11), che si abbassavano sulla linea di Perrone(5) e Da Cunha(7), stringendo internamente la loro posizione per non permettere lo sviluppo di gioco centrale da parte degli ospiti.
La linea difensiva inoltre, rimanendo molto alta, impediva agli avversari di fraseggiare comodamente con il pallone e li costringeva quindi a lanciarlo lungo.
Ciò però favoriva i difensori stessi, i quali, data la loro grande capacità nel correre all’indietro, e coadiuvati dal portiere, molto abile nelle uscite anche a parecchi metri dalla propria porta, recuperavano agevolmente il possesso di palla.
Sul rinvio dal fondo avversario i padroni di casa proponevano un pressing molto aggressivo, cercando con i propri attaccanti e centrocampisti di oscurare tutte le linee di passaggio che potevano permettere una facile costruzione dal basso.
Parma (Modulo 3-4-2-1)
Fase di possesso
La squadra ospite cercava invano di giocare il pallone a terra, a causa della grande pressione che la squadra di casa proponeva.
Era costretta puntualmente a giocare il pallone con lanci lunghi alla ricerca degli attaccanti, la maggior parte delle volte senza riuscirci.
Era stata provata inizialmente qualche giocata dal fondo tenendo il pallone basso, ma data la poca qualità nel gioco coi piedi da parte del portiere Corvi(40), che aveva portato in più di un’occasione al rischio di perdere palla davanti alla propria di rigore, alla lunga la costruzione dal fondo è stata accantonata, preferendo sempre il rinvio lungo.
La soluzione preferita rimaneva il gioco sulle corsie laterali, presidiate da due esterni bassi di gamba come Valeri(3) e Britschgi(27), che sfruttavano le loro sovrapposizioni esterne per arrivare al cross per gli attaccanti, molto strutturati fisicamente.
Fase di non possesso
Sulla costruzione dal basso del Como,
gli ospiti proponevano duelli uomo conto uomo a tutto campo per far sì che il pallone venisse rinviato, impedendo quindi un’impostazione semplice agli avversari.
In fase di non possesso, il Parma si disponeva con un 5-4-1 in blocco medio-basso, dove i due esterni bassi Valeri(3) e Britschgi(27) si abbassavano sulla linea dei tre difensori Troilo(37), Delprato(15) e Diego Carlos(34), formando una linea a 5, e il conseguente abbassamento dei due trequartisti Tourè E.(19) e Lontani(76), rispettivamente a destra e a sinistra, creando un centrocampo a 4, lasciando come unico riferimento avanzato Elphege(23).
L’intento era quello di compattarsi, creando molta densità a centrocampo, lasciando sfogo agli avversari solo nelle zone laterali del perimetro di gioco, provando poi a ripartire velocemente una volta riconquistato il pallone.
La strategia risultava però poco efficace a causa dei pochi giocatori che accompagnavano il contropiede, provati dal grande dispendio energetico impiegato.

