Roma (Modulo 3-4-2-1)
Fase di possesso
Data la grande densità proposta dall’Inter a centrocampo, i padroni di casa in fase di costruzione preferivano il gioco palla a terra cercando lo sfogo sulle corsie esterne, talvolta con cambi di gioco improvvisi, per isolare i due esterni a tutta fascia Molina(20) e Wesley(43) di fronte ai loro rispettivi dirimpettai Diouf(17) e Dimarco(32), i quali soffrivano molto nell’uno contro uno vista la loro scarsa propensione difensiva.
Molto importante in questa chiave è stato l’apporto dato dai due centrocampisti centrali Konè(17) e Cristante(4), che si aprivano molto, svuotando il centrocampo, favorendo così i due trequartisti Dybala(21) e Soulè(18), i quali molto abili nello smarcarsi tra le linee, ricevevano il pallone per poi smistarlo alla ricerca del pertugio giusto.
Sulla rimessa dal fondo la Roma cercava sempre la costruzione palla a terra, sfruttando anche la prima pressione non eccessivamente aggressiva proposta dall’Inter.
Fase di non possesso
La Roma in fase di non possesso si disponeva con le sue classiche marcature uomo su uomo a tutto campo, impedendo quindi una semplice costruzione con palla a terra da parte degli ospiti.
Infatti l’Inter da rimessa dal fondo optava quasi sempre per un rilancio lungo alla ricerca dei propri attaccanti, i quali potendo contare sulla loro grande fisicità e velocità, beneficiavano degli ampi spazi che si venivano a creare.
In fase di ripiego i padroni di casa si disponevano con un 5-4-1 in blocco medio-alto, dove i due esterni di centrocampo Wesley(43) e Molina(20) si abbassavano sulla linea dei tre difensori Hermoso(22), Balerdi(26) e Mancini(23), con il conseguente abbassamento dei due trequartisti Dybala(21) e Soulè(18), rispettivamente a destra e a sinistra, sulla linea dei due centrocampisti Konè(17) e Cristante(4), cercando di mantenere sempre ben definite le marcature uomo su uomo.
Inter (Modulo 3-5-2)
Fase di possesso
In fase di costruzione l’Inter cercava di muovere velocemente il pallone da una parte all’altra del campo con diversi scambi di posizione tra i giocatori per portare gli avversari fuori zona e costringerli poi a correre all’indietro.
I due braccetti Bisseck(31) e Bastoni(95) si sganciavano addirittura fino alla trequarti avversaria, consapevoli del fatto che sarebbero stati inseguiti dai loro rispettivi marcatori Dybala(21) e Soulè(18), i due giocatori meno propensi a rincorrere l’avversario.
Al contrario invece i due attaccanti Martinez L.(10) e Thuram(9) arretravano spesso rispetto alla loro posizione iniziale per portare fuori dalla propria posizione i difensori incaricati di marcarli, ovvero Balerdi(26) e Mancini(23), favorendo così gli inserimenti dei centrocampisti, che avevano molto spazio da invadere.
Fase di non possesso
Sulla costruzione dal fondo dei padroni di casa, gli ospiti non pressavano in modo particolarmente aggressivo per non perdere distanze tra i reparti, preferivano piuttosto aspettare in blocco la sortita avversaria per poi ripartire velocemente una volta recuperata la palla.
In fase di ripiego l’Inter si disponeva con un 5-3-2 in blocco medio-basso con i due esterni di centrocampo Diouf(17) e Dimarco(32), che si abbassavano rispettivamente a destra e a sinistra sulla linea dei tre difensori Bisseck(31), Akanji(25) e Bastoni(95).
Con questa disposizione la Roma era costretta a dover passare prevalentemente per le zone esterne del campo, risultando molto complicato trovare spiragli per vie interne.
