Juventus (Modulo 4-2-3-1)
Fase di possesso
In fase di costruzione, i padroni di casa hanno costantemente provato a giocare il pallone a terra trasmettendolo velocemente da una parte all’altra del campo.
I due centrocampisti Locatelli(5) e Luiz D.(12) erano incaricati di abbassarsi molto per ricevere palla dai difensori, mentre Gonzalez N.(31), nel ruolo di trequartista, godendo di maggiore libertà, svariava molto, a volte venendo a fraseggiare con loro due, a volte smarcandosi fuori linea, eludendo la pressione avversaria, o addirittura scattando verso la porta avversaria per ricevere un ipotetico lancio lungo, facendo quindi abbassare la linea difensiva del Milan.
Dalla rimessa dal fondo invece, la Juventus, si disponeva con i due difensori centrali Bremer(3) e Lucumì(26) sui due lati dell’area di porta e i due esterni bassi Kalulu(15) e Celik(2) molto ampi, quasi a calpestare la linea laterale del perimetro di gioco, con Locatelli(5) e Luiz D.(12) che erano posti davanti l’area di rigore.
Per ovviare alla prima pressione molto alta da parte dagli ospiti, che rendeva complicato il gioco palla a terra, la squadra di casa doveva necessariamente alzare il pallone.
L’uscita dal fondo proposta più di una volta prevedeva che il portiere trasmettesse palla a uno dei due esterni bassi, con il centrale di parte che si sganciava dalla marcatura scattando in avanti, per suggerire un passaggio verso di lui, costringendo quindi l’avversario ad inseguirlo, creando così spazio anche per la ricezione dei due centrocampisti.
Fase di non possesso
Sulla rimessa dal fondo avversaria, la prima pressione della Juventus era ben definita con delle marcature uomo su uomo molto serrate.
Kolo Muani(9) si preoccupava di De Winter(5), Alajbegovic(19) invece di Gila(34), mentre Conceicão(7) marcava Pavlovic(31).
I centrocampisti Modric(14) e Musah(80) erano presi in consegna rispettivamente da Luiz D.(12) e Gonzalez N.(31),mentre i due esterni a tutta fascia Estupinan(2) e Moreira (22) dai due esterni bassi contrapposti Kalulu(15) e Celik(2).
Su Saelemaekers(56) era appostato Locatelli(5) mentre dell’altro trequartista Rabiot(12) si occupava Lucumì(26).
Bremer(3) ingaggiava il duello a tutto campo con Ramos G.(9).
Vista la grande abilità dei propri difensori nel gioco aereo, la Juventus costringeva gli avversari ad alzare il pallone alla ricerca di una verticalizzazione, senza lasciare la possibilità di palleggiare da dietro; riuscivano poi agevolmente a recuperare il pallone e a ripartire.
In fase di ripiego il modulo utilizzato era il 4-5-1 in blocco medio-basso, in cui Gonzalez N.(31) si abbassava al fianco di Locatelli(5) e Luiz D.(12) formando un centrocampo a 5 insieme ai due esterni d’attacco Alajbegovic(17) e Conceicão(7) che rientravano a difendere.
L’intento era quello di concedere agli ospiti lo sviluppo della manovra offensiva unicamente sulle corsie esterne, permettendo solo cross, molto facili da leggere per i difendenti disposti nei pressi dell’area di rigore.
Milan (Modulo 3-4-2-1)
Fase di possesso
La squadra ospite in fase di possesso prediligeva il gioco diretto sugli attaccanti con lanci lunghi, ma anche in direzione degli esterni di centrocampo Estupinan(2) e Moreira(22), che sfruttavano la loro rapidità sul lungo per arrivare al cross dal fondo.
Fondamentale in questo senso è stato Modric(14), che nonostante la prima pressione molto aggressiva degli avversari, reclamava il pallone per poi smistarlo verso i compagni.
Anche il ruolo di Rabiot(12) è stato importante, poiché si abbassava molto rispetto alla sua posizione iniziale per permettere ai compagni di approfittare dello spazio da lui lasciato.
Ciò è stato ben visibile sull’uscita dal fondo del Milan, dove proprio lui, facendosi seguire a uomo da Lucumì(26), retrocedeva sulla linea dei centrocampisti, formando un 3+3 e creando di fatto delle vere e proprie praterie.
Fase di non possesso
Sulla rimessa dal fondo della squadra di casa, gli ospiti proponevano una prima pressione piuttosto feroce, in cui Ramos G.(9) si disponeva in marcatura su Bremer(3),
Rabiot(12) su Lucumì(26), Moreira(22) su Celik(2),Saelemaekers(56) su Kalulu(15),
mentre Musah(80) si alzava in pressione su Locatelli(5) e con Modric(14) che doveva accorciare su Luiz D.(12).
L’obiettivo prefissato era quello di non concedere il palleggio comodo dal basso agli avversari, concedendo spesso solo lanci lunghi verso gli attaccanti, che soffrivano molto la fisicità dei difensori milanisti nei duelli.
In fase di ripiego il modulo utilizzato era il 5-4-1 in blocco basso, dove gli esterni di centrocampo Estupinan(2) e Moreira(22) si abbassavano sulla linea dei tre difensori Pavlovic(31), De Winter(5) e Gila(34),formando una linea a 5, con Rabiot(12), che da trequartista si schiacciava sulla linea dei centrocampisti diventando il quarto di destra e con l’altro trequartista Saelemaekers(56), che arretrando la sua posizione, diventava il quarto di sinistra.
La grande densità creata davanti l’area di rigore e l’ottima fisicità dei difendenti impedivano qualsiasi sortita avversaria proveniente da inserimenti centrali.
Infatti l’unica soluzione percorribile, che poi si è rivelata la più efficace per la squadra di casa, era il lancio alle spalle dei difensori, non particolarmente abili e abituati a correre all’indietro per inseguire l’avversario.

